indirizzo: Via Silla, Scanno

Orario: Apertura periodica in occasione di eventi culturali

Descrizione

La Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio - sita sulla strada principale, detta in paese “ciambella” per il suo andamento anulare - è divenuta dal 1991 sede dell’Auditorium comunale e ospita periodicamente spettacoli musicali e teatrali, proiezioni cinematografiche, mostre e convegni.
Si presume che sia stata eretta alla fine del XVII secolo e subito dopo ricostruita, con il contributo della municipalità e di privati cittadini, a seguito dei gravi danni riportati nei terremoti del 1703 e 1711; la sua consacrazione avvenne nel 1716. Una lapide presente all’interno ricorda che nel 1727 i sacerdoti assegnati a tale chiesa vi venivano seppelliti, utilizzando locali appositamente ricavati al di sotto della pavimentazione, ai quali presumibilmente si accedeva anche dall’esterno, attraverso le aperture presenti ancora oggi sulla parete laterale, a sinistra della facciata.
In seguito la chiesa venne più volte sconsacrata per essere destinata ad altri usi e poi riammessa al culto, subendo vari rimaneggiamenti: nel 1792 divenne teatro comunale, quindi fu restituita al culto alla metà dell’Ottocento dopo vari interventi di restauro, che interessarono soprattutto l’apparato decorativo interno; fu nuovamente sconsacrata agli inizi del secolo scorso per essere adibita a sala da ballo e cinematografo fino a quando nel 1968, a causa della cattiva manutenzione, crollarono il tetto e la volta. Ciò portò ad uno stato di abbandono dell’edificio e, tra l’altro, al graduale e definitivo deterioramento della maggior parte delle decorazioni in stucco dell’interno.
Nel 1991 si decise di mettere in atto un  importante intervento di recupero, durante il quale fu modificato in parte l’allestimento interno - ripristinando ciò che si era salvato degli stucchi - e vennero ricostruiti la volta ed il tetto. La costruzione fu poi definitivamente destinata ad auditorium comunale, che in occasione della visita dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel 2001 venne intitolato a Guido Calogero, filosofo, saggista e politico, condannato al confino a Scanno durante il fascismo per la sua strenua attività di opposizione al regime.

Esterno

L’edificio, in posizione arretrata rispetto alla strada, presenta un fronte intonacato che riproduce lo schema caratteristico delle chiese di Scanno, a coronamento orizzontale e ripartito in due campate da una cornice marcapiano. Delimitato ai lati da un doppio ordine di lesene tuscaniche in pietra da taglio, è caratterizzato dagli unici elementi decorativi del portale d’ingresso e di un superiore finestrone rettangolare. Il primo è inquadrato da una duplice cornice architravata e sovrastato da un timpano spezzato curvilineo, con al centro una nicchia vuota, nella quale era presumibilmente alloggiato un dipinto. La finestra, di linee cinquecentesche, è sostenuta da due mensole decorate con il motivo delle ossa incrociate - secondo l’iconografia tipica delle chiese dedicate alle Anime del Purgatorio - ed è sormontata da un timpano che riprende quello del portale. Al lato destro della facciata è addossata una stretta parete, perpendicolare al fabbricato adiacente, nella quale si apre un portalino che, attraverso un vano di passaggio, permette l’accesso all’ingresso secondario della chiesa; al di sopra di questo si erge il piccolo campanile a vela, costruito probabilmente durante i lavori di restauro eseguiti alla metà dell’Ottocento.

Interno

L’ingresso è sormontato da una cantoria in muratura; l’interno è ad aula rettangolare, voltata a botte, con arco trionfale che introduce alla zona presbiteriale, dove si erge l’unico altare presente nella chiesa, ornato nel fastigio della mostra da due statue rappresentanti figure femminili, poste ai lati di una finestra rettangolare. Le decorazioni originarie che impreziosivano le pareti laterali, eseguite alla metà dell’Ottocento dall’artista scannese Gaetano Ciarletta e costituite da stucchi e da una successione di paraste dipinte a finto marmo, si sono ben conservate solo in quest’area - coperta da una volta a calotta ellittica - mentre il resto è andato in gran parte perduto durante gli anni di abbandono succeduti al crollo del tetto e della volta, avvenuto nel 1968. Lungo i muri perimetrali corrono due ballatoi in legno con parapetti in ferro - accessibili tramite scale a chiocciola posizionate alla base dell’arco trionfale - aggiunti nel 1991, nell’ambito dei riadattamenti resisi necessari per la nuova destinazione dell’edificio ad auditorium.