indirizzo: Via Tanturri, Scanno

Orario: Non visibile

Descrizione

Il palazzo, situato in posizione d’angolo, è formato in realtà da due corpi di fabbrica, contraddistinti da una marcata differenza stilistica che confermerebbe l’ipotesi di differenti fasi costruttive. Quello maggiore, che affaccia sulla piazzetta, mostra infatti eleganti decorazioni settecentesche mentre l’altro, disposto lungo la discesa, appare più modesto. 
Il corpo principale, artisticamente più rilevante, è suddiviso in tre piani e presenta un fronte asimmetrico, completamente intonacato, coronato da un prezioso cornicione-fregio in stucco, con mensole finemente scolpite in forma di testine angeliche, cui si alternano formelle con coppie di putti danzanti in rilievo, che costituisce l’elemento unificante dell’intero edificio. 
Domina la facciata il pregevole portale d’ingresso, ricco di elementi decorativi tipicamente barocchi. L’arco a tutto sesto è inquadrato da paraste ruotate e ornato in chiave da una voluta con testa di angelo alato alla base, entro una tabella trapezoidale definita dall’espansione della cornice; questo elemento si ripete nei capitelli delle paraste, al di sopra dei quali dadi quadrangolari sorreggono un timpano curvilineo spezzato. Due volute a motivi vegetali raccordano quest’ultimo al fastigio dal profilo modanato che conclude l’articolata composizione, all’interno del quale è alloggiato lo stemma gentilizio, tradizionalmente ritenuto  dei Di Salvo, con incisa  la data di costruzione del portale, 1773. Nello scudo è scolpita una figura femminile che reca nella mano sinistra una croce e nell’altra un calice con l’ostia: secondo alcuni la raffigurazione alluderebbe alla professione  notarile del Teopista, per altri rappresenterebbe invece valori etici e religiosi condivisi dai diversi proprietari che si avvicendarono  nel corso del  tempo.

Note Storiche

Situato all’incrocio tra Via Vincenzo Tanturri e la discesa di Via Giuseppe Tanturri, con la facciata principale che prospetta sulla piazzetta San Rocco, il Palazzo Mosca costituisce uno dei migliori esempi di dimora gentilizia presenti a Scanno. Sul periodo di fondazione dell’edificio, così come sugli originari proprietari, non esistono notizie certe. La tradizione vuole che sia stato costruito nel Cinquecento – come attesterebbe la data 1564 apposta sull’architrave di uno dei portali laterali – per volere dei Di Salvo, baroni di Castrovalva fino al 1623; tuttavia la presenza del nome Teopista, inciso sull’architrave di una finestra sul lato allineato alla discesa, ha indotto alcuni a ritenere che il palazzo sia stato fatto edificare dal ricco notaio Donato Teopista, per poi passare ai Di Salvo. Secondo un’altra ipotesi - formulata da uno studioso locale e basata sull’ interpretazione di alcuni atti notarili - la costruzione risalirebbe alla seconda metà del Seicento, come sembrerebbe dimostrare la data 1657 incisa su un’altra finestra che affaccia sul cortile interno. Nel Settecento l’edificio venne impreziosito con decorazioni barocche: a tale epoca risalgono il notevole portale d’ingresso (1773), i fregi che decorano le finestre e i balconi del prospetto principale ed il leggiadro balcone rococò, al piano superiore della facciata laterale. A causa dell’estinzione della casata dei Di Salvo, la dimora fu in seguito acquistata da Gregorio Mosca, proveniente da Pescocostanzo, da cui il nome attuale del palazzo, che ospita diverse abitazioni private e una bottega nel piano seminterrato.