Address: Porta Sant'Antonio, Scanno

Description

The fountain consists of a rectangular tank below a niche with a low arch.  It is flanked by two piers containing small basins which protrude from the stone to collect water from two masks with human features.
These two features create elaborate, decorative plastic effects, as we can see for example, in the solution of the beard and hair that resemble the head of a flower, according to typical architectural ornamentation of the late 18th century.  On the left-hand side there is a small niche with a third jet labelled "drinkable".
The wall is made up of blocks of square, local stone.  The mask in the likeness of ram, under the arch of the niche, was added in 1862 to replace the original one. Behind the wall are the control rooms which are accessible through a trap door.
The fountain is topped by a curved Rococo pediment with the town’s emblem above the niche.
On it are carved three towers with the date 1787 and the motto: UNITAS TRAE SCANNI

Note Storiche

La fontana sorge in una zona periferica del borgo, ai margini del quartiere Codacchiola, nei pressi della chiesa di Sant’Antonio. In origine fu semplice abbeveratoio posto al di fuori della primitiva cerchia muraria, che in epoca medievale cingeva la parte alta del paese, detta Terra vecchia, dove si trova la chiesa di Sant’Eustachio e dove sorse il nucleo originario di Scanno. Con l’estensione del borgo verso meridione e occidente, avvenuta a partire dalla metà del XV secolo, la fonte venne inglobata nelle nuove mura. Come la fontana Sarracco, anche la fonte del Pisciarello ha costituito nel corso dei secoli un fattore essenziale per la vita del borgo e per lo sviluppo delle sue attività economiche. Entrambe facevano parte di un sistema idraulico complesso, alimentato dalle vicine sorgenti, funzionale all’attività armentizia - per secoli fulcro dell’economia scannese - e alle attività industriali e artigianali, in particolare alla manifattura dei tessuti in lana. Essa, inoltre, essendo situata nelle vicinanze di una chiesa, evidenziava la funzione di luogo d’incontro svolto dal piazzale antistante l’edificio sacro. Alla fine del XVIII secolo l’antico abbeveratoio, ormai strettamente partecipe della vita urbana, venne trasformato in vera e propria fontana monumentale con l’inserimento di mascheroni, dello stemma dell’Università e del nicchione centrale (1787), assumendo così l’aspetto odierno. Durante il XIX secolo fu oggetto di vari interventi: nel 1837 furono restaurati il paramento murario e il nicchione di copertura, si provvide alla sostituzione delle condutture e alla realizzazione dell’antistante pavimentazione in pietra. L’opera, insieme alla fontana Sarracco, è stata sottoposta a nuovo restauro, eseguito in collaborazione con la Soprintendenza ai BAAAS, negli ultimi decenni del secolo scorso.