indirizzo: Colle Sant'Egidio, Scanno

Orario: Apertura su richiesta

Descrizione

Posto in magnifica posizione panoramica sulla sommità del colle omonimo, tra il paese e il lago di Scanno, l’eremo è dedicato a Sant’Egidio - protettore contro la peste - e si raggiunge a piedi tramite un sentiero che parte dalla circumlacuale – la strada del lungolago – oppure attraverso un viottolo situato  nei pressi del cimitero. 
Non se ne conosce l’anno di costruzione, ma il resoconto della visita pastorale effettuata nel 1612 dal vescovo Del Pezzo attesta che la chiesa era già esistente e in quel periodo veniva accudita dal Frate Matteo di Scanno. La data 1657, leggibile nell’iscrizione apposta sull’architrave del portale d’ingresso e contenente una preghiera a Sant’Egidio, è da riferirsi ad un periodo di particolare devozione verso il Santo taumaturgo, del quale si invocava la protezione durante un’epidemia di peste verificatasi l’anno precedente. 
L’edificio venne restaurato nel 1780, per iniziativa di tre cittadini scannesi: Pasquale Mancinelli, Michele Parente e Nicola Ricciotti, come si legge in un’altra iscrizione, incisa  sullo stemma collocato all’esterno, al di sopra del portale d’ ingresso. Da un canto sacro, composto in onore del Santo alla fine del Settecento dal musicista e poeta dialettale scannese Romualdo Parente, si ricava infine che  in quel periodo l’interno della chiesa era affrescato con i Misteri della Passione e Redenzione.
Nel romitorio hanno dimorato nel tempo frati eremiti e, soprattutto nel secolo scorso, laici: si trattava per lo più di uomini caduti in miseria, che in esso trovavano un ricovero e una possibilità di sopravvivenza. L’ultimo eremita di cui in paese si abbia memoria si chiamava Buccine e morì negli anni ’40 del secolo scorso. 

Esterno

L’eremo è costituito da una piccola chiesa cui è annesso, sul lato destro, un modesto edificio a due piani, che un tempo costituiva l’abitazione dell’eremita. La chiesetta è in stile romanico rurale e presenta una facciata a coronamento orizzontale, in blocchi di pietra concia, chiusa da paraste angolari. Il portale d’ingresso, architravato e inquadrato da una cornice con profilo sagomato, è preceduto da un piccolo nartece, vestibolo a forma di parallelepipedo con volta a botte e copertura a capanna. Al di sopra di esso si apre sul fronte un oculo con una larga cornice modanata; la monofora posta in alto a destra doveva, presumibilmente, fungere da cella campanaria. Sulla facciata della costruzione addossata alla chiesa è visibile una porta murata, che in passato immetteva nella zona abitativa.

Interno

È a pianta rettangolare ed aula unica, voltata a botte. Unici elementi decorativi, le due acquasantiere in pietra ai lati dell’ingresso – che hanno forma di conchiglie sorrette da teste di animali fantastici – e il semplice altare centrale, affiancato da due nicchie; al di sopra di esso è ancora visibile, seppur rovinato dal tempo, un affresco raffigurante Sant’Egidio. La statua del Santo, invece, di scuola napoletana (1796), è oggi custodita in paese, nella chiesa di San Giovanni Battista – che è divenuta una sezione del Museo della Lana, dove sono conservate numerose statue provenienti da varie chiese di Scanno. Sul lato destro dell’aula si aprono due porte che conducono una alla sagrestia e l’altra alla dimora dell’eremita, comprendente un vano a piano terra e due stanze al piano superiore.