indirizzo: Via Roscelli, Scanno

Orario: Chiusa

Descrizione

La settecentesca chiesa di Santa Maria delle Grazie - dalla interessante pianta ottagonale, unica a Scanno e tra le poche in Abruzzo - deve il suo nome attuale alla omonima confraternita, attiva in paese sin dal Cinquecento, che nel 1913 trasferì qui la sua sede dalla antica e non più adeguata Santa Maria delle Grazie, sita all’incrocio tra via Silla e via Ciorla, nei pressi della porta della Croce.
Intitolata originariamente ai SS. Nomi di Gesù e Maria, per lungo tempo è stata nota in paese come chiesa delle Scuole Pie o degli Scolopi  - l’ordine religioso istituito da San Giuseppe Calasanzio (1566 -1648) allo scopo di dare un’istruzione ai poveri; era, infatti,  annessa al collegio retrostante, fondato dai padri Scolopi nel 1713, edificio che ebbe la sua sistemazione definitiva nel 1730. Tre anni dopo (1733) si diede inizio alla costruzione  della chiesa, la cui direzione dei lavori venne affidata al noto artista di Pescocostanzo Panfilo Rainaldi (1683-1772), che dal 1732 era a Scanno per la realizzazione dell’altare maggiore della parrocchiale di Santa Maria della Valle. I lavori si protrassero per diversi anni e videro il contributo di valenti artisti come il lombardo Pietro Piazzoli,che fu ingaggiato nel 1759 per realizzare la decorazione dell’interno, riccamente ornato dai pregevoli stucchi che lo caratterizzano ancora oggi; a lui si devono con molta probabilità i due altari laterali e quello maggiore. Completato nel 1760, il sacro edificio fu aperto al culto l’anno successivo. 
A seguito  della soppressione napoleonica degli ordini (1809), Il fabbricato che ospitava il convento divenne pertanto sede del municipio, della gendarmeria, delle carceri mandamentali, residenza del giudice e, infine, fu acquistato da privati ed utilizzato come civile abitazione.
Anche la chiesa, dopo la partenza dei Padri, ebbe varie vicissitudini. Tra l’Ottocento ed il Novecento, a causa della cattiva manutenzione o per i danni riportati dopo il terremoto del 1915, fu a più riprese interdetta al culto, restaurata e successivamente riaperta. Attualmente risulta temporaneamente chiusa, in attesa di nuovi necessari lavori di consolidamento. 

Interno

L’interno è a pianta centrale ottagona coperta a cupola. L’organismo si prolunga nella zona presbiteriale a formare un vano quadrato con pseudocupola schiacciata. Colpisce il prezioso apparato decorativo in stucco, con cornici, cherubini e volute di pregevole fattura. La volta centrale, dipinta da Filippo Ballerini e Arcangelo Centinanti durante i rifacimenti del 1913-14 – attuati per accogliere la Confraternita di Santa Maria delle Grazie – mostra delicati stucchi, dorature e, nelle vele, affreschi che rappresentano i quattro Evangelisti. Sui lati, nicchie di piccole dimensioni, alle estremità delle diagonali dell’ottagono, si alternano alle due cappelle poco profonde poste sull’asse trasversale, che alloggiano pregevoli altari in stucco dagli eleganti fastigi, attribuiti al Piazzoli. In quello di sinistra, dedicato a San Francesco di Paola, pilastrini a pianta triangolare sorreggono il timpano spezzato ornato da una coppia di cherubini; il paliotto contiene la tela raffigurante il Santo, opera di Andrea Manei (1764). L’altare di destra, simile all’altro, accoglie una tela di buona fattura, realizzata nel 1767 da Domenico Raimondi; essa rappresenta il fondatore dell’ordine degli Scolopi, San Giuseppe Calasanzio, circondato da fanciulli, allusione alla missione del Santo, ideatore della prima scuola popolare gratuita. Nella nicchia dell’altare maggiore, riferito pure al Piazzoli, dal 1907 fino all’attuale chiusura della chiesa era custodita la statua della Madonna delle Grazie, proveniente dall’antica chiesa a lei dedicata, che sostituì la settecentesca tela della Circoncisione; oggi la statua è conservata nella parrocchiale di Santa Maria della Valle.

Esterno

La chiesa, posta lungo una delle vie scalinate caratteristiche di questo borgo, prospetta su uno slargo, mentre la parte retrostante è addossata all’edificio che fu in passato sede del collegio. La facciata, con al centro l’elegante portale settecentesco a volute, sovrastato da un finestrone rettangolare terminante con timpano mistilineo coronato da una conchiglia, si distingue da quella delle altre chiese scannesi, generalmente a coronamento orizzontale con due campate divise da una cornice marcapiano. Essa presenta, invece, una zona inferiore più estesa - con l’aggiunta di ali - spartita da due coppie di paraste in blocchi di pietra concia, alternate a superfici intonacate e concluse da mensole aggettanti, mentre la porzione centrale – ad angoli smussati – si prolunga in altezza con un secondo ordine di paraste fino al cornicione di coronamento - con motivo “a romanella” - il che conferisce particolare slancio all’insieme.