indirizzo: Strada Statale 479, Lago di Scanno

Orario: Ore 9:00 / 17:30

Descrizione

La suggestiva chiesetta dedicata alla Vergine Annunziata sorge sulle rive del lago di Scanno, in un luogo tradizionalmente considerato portentoso. Anticamente passava di lì un ripido sentiero, scavato nella roccia, che costituiva l’unico collegamento tra il borgo ed i paesi vicini. La tradizione vuole che, nel tratto più pericoloso del viottolo, gli Scannesi avessero collocato in un incavo naturale una statuetta della Madonna, a protezione dei viandanti; a partire dal Cinquecento cominciarono a registrarsi proprio in quel punto una serie di eventi prodigiosi e di apparizioni, la qual cosa portò nel 1697 alla decisione di edificarvi una cappella, consacrata nel 1702, dove venne collocato il simulacro miracoloso. L’edificio sacro fu da allora, fino al secolo scorso, meta di pellegrinaggi da parte di devoti che vi giungevano numerosi dal resto d’Abruzzo, dal Lazio e da altre zone del Sud Italia, per venerare la Vergine e ottenerne la guarigione dai mali, in particolare dall’ernia. 
La piccola chiesa, dall’epoca della sua fondazione, ha subito varie modifiche e rimaneggiamenti. In origine aveva l’ingresso sul lato rivolto verso la strada per Villalago: una scalinata scavata nella roccia immetteva in un piccolo portico con cinque arcate, attraverso il quale si accedeva all’interno, come si vede nella illustrazione eseguita nel 1843 dal paesaggista e viaggiatore inglese Edward Lear. Successivamente, a causa della realizzazione della strada rotabile (1870-71), si rese necessario demolire il porticato e spostare l’entrata sul lato che prospetta il lago. I lavori di ristrutturazione vennero eseguiti su progetto dell’ingegnere comasco Lanfranconi, che ideò l’attuale facciata, con la scalinata a due rampe e la bifora posta sopra il portale d’ingresso. 
Agli inizi del secolo scorso nuove trasformazioni interessarono l’interno: in luogo dell’altare originario,  nel 1903 venne eretto quello odierno in stile neogotico veneziano, cui  alcuni anni dopo (1911-12) venne uniformato l’intero ambiente, con le decorazioni tuttora presenti. Il progetto di rinnovamento si deve allo scultore Ettore Ferrari. In quell’occasione furono realizzate anche la pavimentazione (sostituita nel 1991) e la tettoia esterna in metallo.
La chiesa ha custodito per secoli, sopra l’altare, la statuetta miracolosa della Madonna del Lago, che nel 1979 è stata purtroppo trafugata e sostituita da una riproduzione, eseguita l’anno successivo grazie alla devozione dello scannese Dante Ciarletta.

Esterno

La costruzione è posta in posizione elevata sul lago, sopra la via che collega Scanno al vicino paese di Villalago e presenta tre lati liberi, intonacati; la parete posteriore è addossata invece alla roccia che costeggia la strada. Prospetta sullo specchio lacustre e vi si accede tramite una ripida scalinata a doppia rampa, sorretta da una serie di arcate che impostano sulla riva e conferiscono particolare carattere e suggestione alla facciata. Una cancellata in ferro battuto protegge il portale architravato, le cui imposte lignee furono realizzate tra il 1911 e il 1912 dai fratelli Cerasoli, maestri intagliatori di Capestrano. A circa metà del fronte si protende una tettoia in metallo - aggiunta nello stesso periodo - abbellita da un bordo smerlato, al di sopra della quale si apre una bifora con archetti trilobati, realizzata, come la scalinata, alla fine dell’Ottocento. A destra della chiesa è annesso un piccolo edificio, in passato utilizzato come romitorio.

Interno

L’interno è a sala, con pianta quadrata ad angoli smussati e copertura a cupola a sesto ribassato. L’apparato decorativo, ispirato allo stile neogotico veneziano con movenze orientaleggianti, conferisce all’ambiente un aspetto leggiadro. Le pareti, su cui colonnine tortili dorate e fasce ornate da motivi geometrici in rosso e oro spiccano sul bianco dell’intonaco, furono decorate tra il 1911 e il 1912 dagli artisti scannesi Arcangelo e Silvio Centofanti, Egidio Berardi e Vittorio Spagnolo. I dipinti della volta (1911-1912) si devono a Filippo Ballerini: sullo sfondo di un azzurro cielo stellato, teorie di angeli circondano lo Spirito Santo, che irradia la sua luce dal centro di un sole; dello stesso autore sono anche i quattro profeti maggiori entro edicole, dipinti alla base dei pennacchi della cupola. L’altare in marmo (1903), addossato alla nuda roccia, fu realizzato su disegno di F. Galasso; nella nicchietta centrale è custodita la piccola statua lignea della Vergine Annunziata, intagliata dallo scannese Dante Ciarletta nel 1980, copia di quella più antica, trafugata l’anno prima. Le due preziose corone della Madonna e del Bambino sono opera dei valenti maestri orafi scannesi Armando e Natino Di Rienzo, che vollero donarle come atto di devozione.