indirizzo: Piazza San Rocco, Scanno

Descrizione

Situata su un lato della piazza San Rocco, la più antica del borgo, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli è conosciuta soprattutto per il pregevole affresco quattrocentesco della Madonna col Bambino ivi conservato.
Non è dato sapere l’anno esatto di edificazione della piccola chiesa ma, presumibilmente, la fondazione dell’edificio è da riferirsi ai primi decenni del XV secolo. Tale tesi è avvalorata dall’affresco della Vergine con il Bambino, in essa conservato, che reca  la scritta De Ciollis + A.D. 1418. 
L’edificio fu presumibilmente riadattato a seguito dei danni subiti nel terremoto del 170, come si deduce dall’iscrizione apposta sulla cornice a fascia marcapiano: IOHANNES ET MARINUS DE FAMILIA NARDOTY ANNO 1708. Il cornicione realizzato a filari di coppi aggettanti è riferiribile invece ad un intervento ancora successivo, ascrivibile con buona probabilità alla prima metà del XIX secolo.
La chiesetta fu proprietà privata fino al 1960 quando fu donata alla parrocchia di Santa Maria della Valle e in quell’anno furono eseguiti lavori di ripulitura e tinteggiatura dell’interno.

Esterno

La facciata - incorniciata da possenti paraste in pietra squadrata - è scompartita orizzontalmente in due livelli sovrapposti da una cornice marcapiano a fascia. In basso è presente il portale d’accesso alla chiesa con timpano triangolare spezzato fiancheggiato da due semplici finestre rettangolari; nel settore superiore campeggia invece un’elegante finestra in pietra con modanature e coronamento orizzontale.

Interno

L’interno semplice, ad aula rettangolare coperta con volta a botte, è impreziosito dall’affresco di notevole qualità artistica che rappresenta la Madonna in trono col Bambino. Al centro è un trono dorato con le figure della Madonna e del Bambino esaltate da un fondo che imita una stoffa rossa istoriata con fiorami d'oro. La grazia delle linee, la delicatezza dei visi, la vivezza dei colori, riportati alla primitiva freschezza da un restauro del 1981, sembrerebbero richiamare l'arte senese del XV secolo. Controversa rimane la questione se il nome De Ciollis, presente sull’affresco insieme all’anno dell’esecuzione, sia dell’autore o del committente del dipinto.